9 e 10 marzo: Startup Formazione Tutor
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9 e 10 marzo: Materiale Formazione Tutor
14 marzo 2017
Si è conclusa la due giorni dedicata alla formazione dei tutor educativi del progetto “Spazio Fratto Tempo“, ​sviluppato con la​ ​Compagnia di San Paolo​ ​​nell​’ambito​ di ARTICOLO + 1 – Principio​ ​costituzionale, principio di futuro, con un inquadramento di carattere economico della situazione del lavoro attuale e cercando di riflettere intorno ad una prospettiva futura tesa ad un’ economia civile, dove l’impresa è colei che fin dalla fase produttiva assume il ruolo di soggetto di inclusione.
“Guardare all’impresa come un agente economico importante in tutte le dinamiche, attivo e in grado di costruire inclusione è certamente in controtendenza rispetto alla concezione più ​diffusa dell’economia tradizionale​​ dove si pensa che lo ​S​tato, le ​i​stituzioni o, al limite, la società civile sia deputata a questo e ​che ​l’impresa ​sia meramente il luogo che produce ricchezza​, la stessa che poi ​lo stato distribuisce con il sistema di welfare, così ha dichiarato a margine di queste giornate di formazione la Dott.ssa ​​Silvia Vacca, imprenditrice e presidente di SEC​, ente partner del progetto che ha curato il programma formativo del 9 e 10 Marzo.

L’inizio dei lavori è stato affidato alle parole di Fabio Poles, ​​consulente aziendale e consigliere d​elegato di SEC​, che si è soffermato a lungo sull’aspetto relazionale, elemento fondante dell’economia civile, e sulla centralità della produzione di quei beni così detti relazionali che tengono al centro la persona e le relazioni tra queste.
Questi spunti hanno permesso di contestualizzare l’aspetto centrale d​ella formazione​ ai futuri tutor​ e inquadrare meglio ​alcuni nuclei strutturali della vita di una impresa​.
​Si è provato​, quindi,​ a dare un punto di vista più tecnico fornendo alla classe uno strumento utile quale è il ​Business Model Generation (Canvas)​.
​Il vantaggio ricercato è quello di, ​​quando si rende​rà​ necessaria la relazione con l’impresa​, ​riuscire a considerarla come realtà produtt​i​va​ con le sue finalità​ e​ ​nel contesto di una mappa ​composta da clienti, fornitori, processi aziendali​ e quant’altro la circonda.
​La formazione si è basata non solo su una didattica frontale, bensì anche su quella laboratoriale, stimolando i gruppi creati con alcune testimonianze provenienti dal mondo imprenditoriale di Aipec, altro ente partner del progetto.
Ecco alcune best practices emerse da questa esperienza:
  • per l’imprenditore contano tanto le competenze specifiche quanto le soft skills, ambito in cui l’accompagnatore può operare in maniera importante;
  • si consideri che l’assunzione oggi significa costi elevatissimi per l’azienda, pertanto il tutor non solo dovrà cercare di rendere idoneo e produttivo il ragazzo, ma anche monitorare in modo continuo e costante la relazione con l’impresa affinchè il il tirocinio possa diventare concretamente un contratto di lavoro.
Successivamente, Sr. Alessandra Smerilli, docente della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione «Auxilium» di Roma, ha insistito sul tema del valore-lavoro, sulla dignità che esso può conferire all’individuo sempre in un’ottica di economia civile, e sulla relazione tutor-ragazzo-referente aziendale: Certamente oggi la precarietà è un elemento diffuso nel mondo del lavoro, pertanto un’occupazione non vale più per un arco temporale medio-lungo, quindi la fase di inserimento lavorativo potrebbe essere ripetuta diverse volte nella vita. Qui il tutor dovrebbe cercare di consolidare nel ragazzo questa logica e poi cercare di sviluppare una sensibilità ad intercettare in maniera attenta la relazione tra domanda e offerta, partendo dai fabbisogni delle aziende da un punto di vista di competenze richieste e formare proprio in quell’ottica.
Verso la conclusione di questi giorni formativi si è reso utile riflettere sulla presentazione dello stagista in azienda e sui possibili strumenti che si possono mettere a disposizione.
La Dott.ssa Francesca Busnelli, docente di Psicologia all’Università la Sapienza di Roma e all’Università Salesiana nel curricolo di Pedagogia Sociale, nel pomeriggio in conference call ha sottolineato che: “gli strumenti per presentare il ragazzo devono essere condivisi, ovvero il ragazzo deve essere in grado di narrare se stesso, grazie all’accompagnamento del tutor nella lettura delle aspettative e dei punti di forza del ragazzo stesso”.
Gli strumenti che sono stati condivisi in quest’occasione verranno testati dai singoli formatori fino al prossimo appuntamento formativo, il 21 aprile 2017.
Guarda il programma della due giorni

Guarda il video del dottor F. Poles:

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